I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

Non è facile leggere oggi in questo paese, dove tutti scrivono, prendono posizione, dibattono e mettono like o complimenti a denti stretti. Non è facile leggere e attendere il silenzio dei passi, il battere e il levare, il fruscio di una tentazione.

Non è facile leggere, dicevamo, e oltremodo appare ancora più difficile porre un giudizio, dare un voto. Il Contropremio Carver dopo quindici anni di indipendentismo  sciagurato – avremmo potuto ben venderci a qualche mercante di perline colorate ai “tempi d’oro” – continua a porsi sempre la stessa domanda. Sulla fallibilità del giudizio di un lettore. Del resto ognuno ha la propria esperienza, il proprio bagaglio e il proprio zaino sulle spalle. E ogni libro letto rimane come un macigno ad arginare le paure e il vuoto. Ecco per noi del Carver i libri sono come mattoni di una diga che custodisce milioni di metri cubi di acqua. Non sono utili, ma essenziali per l’esistenza dei pesci gatto.

Ma questa è un’altra storia.

Dicevamo il Carver (due punti): contropremio letterario, è giunto alla sua quindicesima edizione e presenta i libri finalisti delle sezioni narrativa, saggistica e poesia. Con la poesia ultima perché siamo di quelli che considerano questa forma di arte letteraria, come un’arma molto pericolosa da armeggiare.

La giuria coordinata da Andrea Giannasi lunedì 25 settembre ha decretato quanto segue (per dare anche ufficialità alla nota).

Nella narrativa i finalisti sono i libri (perché al Carver sono i libri ad essere premiati e non i nomi degli autori o i nomi degli editori), i libri e solo quelli che sono testimoni e rimarranno come macigni agli atti.

“La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Cosa dire. Abbiamo voluto premiare le storie e la storia. Sì perché tutti i libri sono intrecciati come tele ad un termitaio di vicende, intessuto con la tenacia di chi vuole prendere per mano, a momenti quasi strattonandolo, il lettore per portarlo non in un altro mondo, ma nell’impronta che ognuno di noi lascia sulla sabbia. Impronta fedelmente identica a quella di una sconosciuta che non è solamente metafora dei nostri percorsi onirici. La storia, questa sconosciuta, che torna ad essere prepotentemente presente tra le dita del caporale Gutiérrez, di Martha Sventlaska e la Roma degenerata, del brigadiere Lozzi Anchise replicato “macellaio messicano”, del medico pediatra Andrea Dalvina Zanardelli e della scheggia e delle ruote nei conventi, Tomaso Chiarello e Caccuri come Berlino o Buenos Aires, Nadim e lo spartito di Asche.

Sono 1219 le pagine della sezione narrativa della quindicesima edizione del Contropremio Carver.

La giuria per la saggistica ha utilizzato lo strumento della domanda. Cercando di trovare le coordinate per comprendere chi siamo e dove vogliamo andare. Ma per farlo dobbiamo tornare a capire quale lingua usare; quali strumenti e quali linguaggi utilizzare per “costruire” bellezza; quali travestimenti indossare per intraprendere il “viaggio clandestino” alla scoperta dell’ignoto; quali fondamenta scavare e indagare per svelare le radici della civiltà europea; quali mettere a nudo per liberare la nostra stupidità regredendo nel concetto di suicidio come assenza e nulla intraducibile; e infine quali esempi dalle vite oltre gli odori del limes.

In finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo (Bonfirrano).

Dicevamo che la poesia la vogliamo presentare per ultima. Una cinquina di libri, in questo momento storico, talmente inutile da risultare vitali per le nostre esistenze. Ci riferiamo, ovviamente, al paradosso dell’inutilità dell’aria che non vediamo e non tocchiamo, non sentiamo e non possiamo acquistare o vendere.

La poesia è morta quando una società non riesce a difenderla; la società è morta quando è la poesia a non avere più diritto di cittadinanza.

Da leggere – ma non solo questi – i libri giunti in finale alla quindicesima edizione del Carver: contropremio letterario 2017.

“Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

Riassumendo in finale sono arrivati 18 libri (6 per ciascuna sezione). Gli autori maschi sono 9, mentre le autrici donne sono 8. Un libro è ibrido perché è curato da un uomo ma in realtà è un lavoro sul reportage di una donna. Le autrici e gli autori arrivano da tutta Italia: Firenze, Roma. La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Catania, Trento. La narrativa offre romanzi ma anche racconti; la poesia ha stili che vanno dal classico all’Haiku.

La premiazione si terrà a ottobre (se tutto va bene) a Lucca.

Buona lettura a tutti.

www.prospektiva.it

Il bando 2017 del Contropremio letterario Carver (che compie 15 anni)

Da quindici anni il Contropremio Carver scova bei libri e grandi autori. Ecco il bando del 2017 e il perchè si chiama così il Contropremio Carver.
Perchè questo premio parrebbe dedicato a Raymond Carver, lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale” quel racconto, che ricorderete bene, parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo. In realtà non è vero. Il premio non è dedicato a Raymond Carver lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”.
Il premio quindi si chiama Carver; e basta. E la dicitura corretta è Carver, due punti, contropremio letterario. La storia del perché sia un contropremio se siete arrivati qui già la conoscete.
E allora direte cosa c’entra Carver? Inteso ovviamente come lo scrittore americano Raymond Carver.
Tutto e nulla, perché questo contropremio è dedicato alla velocità della catena che scorre sulla dentatura dei cambi delle biciclette. Carver sono appunto tra le più belle biciclette del mondo. E le fanno nel Maine, negli Stati Uniti, proprio dove Carver, l’altro che scriveva, faceva bello sfoggio di narrativa e raccontistica.
Ecco unendo tutto questo con del grasso da officina ciclistica potremmo farne un premio, ci siamo detti, e così è nato, il Contropremio Carver, che sembra proprio la contropedalata olandese.
Perché come sanno in pochi nei Paesi Bassi le biciclette non hanno i freni, ma ci si ferma con un colpo di contropedale.
Bene a sapersi, direte, e qui sta tutto.
 

Il contropremio Carver 2016 a Cinzia Tani, Patrizia Villani e Luca Lombroso.

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Sono Cinzia Tani, Patrizia Villani e Luca Lombroso i vincitori del Carver 2016.

Si è svolta presso la Cittadella della Musica di Civitavecchia (nell’ambito del festival letterario “Un mare di lettere”) la premiazione del Contropremio Carver 2016 giunto alla sua quattordicesima edizione. L’evento curato dalla rivista letteraria Prospektiva, diretta da Andrea Giannasi, ha visto premiare per la sezione narrativa “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); per la poesia “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); mentre nella sezione saggistica il primo premio è andato a “Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa).
Il premio che parrebbe dedicato a Raymond Carver – lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”, quel racconto, che parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo – in realtà si chiama Carver; e basta.
E la dicitura corretta è Carver, due punti, Contropremio letterario. Perché dal 2003 non vengono premiati i nomi degli autori o delle case editrici, ma i libri.

In finale per la sezione narrativa erano arrivati “La logica del gambero” di Maria Rosaria Selo (Centoautori); “Rosso bastardo” di Ferdinando Pastori (Edizioni clandestine); “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); “Italian Way of Cooking” di Marco Cardone (Acheron); “Anatomia del maschio invisibile” di Claudiléia Lemes Dias (L’Erudita); “Subway” di Rossella Gallucci e Ciro Pinto (Psiconline).

Per la sezione poesia: “Ritorni” di Chiara Gasperini (Robin); “Musica questuante” di Giovanni Granatelli (Aragno); “Soffriggono allegramente i fiaschetti” di Giovanna Nosarti (Manni); “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); “Il destino di un eterno mare” di Candido Meardi (Guardamagna); “Danzas de Amor y Duende” di Gianpaolo G. Mastropasqua (Enkuadres).

Per la saggistica: “Psicologia e Architettura: studio multidisciplinare dell’ambiente” di Silvia Mariana De Marco (Aletti); “Il ponte sette Luci. Biografia di Giuseppe Levi Cavaglione” di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni (Metauro); “La miseria della democrazia ovvero la democrazia della miseria” di Antonella Presutti e Simonetta Tassinari (Pendragon); “Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa); “Urla e silenzi. Storia dell’ospedale psichiatrico di Verona 1880-1945” di Gabriele Licciardi (VME); “L’ultimo segreto di Mussolini” di Vincenzo Di Michele (Il Cerchio).

Il bando 2017 lo trovate sul sito http://www.prospektiva.it/index.php/Contropremio_Carver_il_Bando

Ilaria Palomba, Sauro Albisani e Daniela Musini vincono il Contropremio Carver 2015

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E’ una storia di cadute, di talenti sprecati, di ricerca incessante di riconoscimenti, tra ansia e tormenti, il romanzo vincitore della sezione narrativa alla tredicesima edizione del Contropremio Carver. “Homo Homini Virus” di Ilaria Palomba edito da Meridiano Zero.

Racconta la storia di Angelo, che spreca i suoi sogni e professionalità nello spietato mondo del giornalismo, e Iris che cerca redenzione e sacralità nella fraintesa dimensione della body art.

Un romanzo abissale che è cicatrice profonda e che meglio di altri ha saputo raccontare il nostro contemporaneo anelito alla salvezza.

Per la poesia il premio è andato a “Olografie” di Sauro Albisani edito da Passigli. Un lungo viaggio tra studenti raccontati con un linguaggio trasparente e leggero, con fotogrammi sottratti al tempo. Poesie danneggiate che abbandonano percorsi onirici per farsi spigoli di banchi e rotondità, inventando realtà crudeli senza passione, come un reportage nel contemporaneo di una nuova generazione disegnata come nuova vita. Albisani non è una scoperta ma la sua poesia è già oltre lo steccato.
“I 100 piaceri di D’Annunzio” di Daniela Musini (edito da E.Lui) si è aggiudicato la sezione saggistica. Il vate è raccontato tra passioni, fulgori e voluttà in maniera enciclopedica. Ne esce un atlante dannunziano che non è solo ricerca incessante di un piacere leggero, quasi effimero, carnalmente palpabile e annusabile, ma il viaggio in un paese che diventa nazione, patria e che il poeta racconta di corsa.

L’uomo che ha più di ogni altro scritto la storia dei primi trenta anni dell’Italia, diventa a suo modo eroe su aeroplani di tela, tra pagine di libri, nei salotti svenduti di palazzi perduti, tra lenzuola di seta. Amante sublime del bello, D’Annunzio incarna il mito di un paese che si appresta a trascorrere coiti immensi, stati alterati, sconfitte profonde, assurgendo all’essere che il tempo non cancellerà mai.

Eccolo il filo conduttore che ha seguito la giuria del Contropremio Carver 2015, diretta da Andrea Giannasi: “La ricerca della bellezza che è unico momento salvifico delle nostre esistenze. E così Angelo e Iris di Ilaria Palomba sono in realtà gli studenti delle liriche di Sauro Albisani e D’Annunzio colui che spinge al massimo il motore per raggiungere prima la curva, che aprirà nuovi panorami. L’esistenza, veloce e impalpabile, trova unico piacere, unico scopo, nell’anelito del bello che non è solo salvezza, ma assurge al ruolo di risposta alle vite. E così gli studenti sono pietre grezze da scrivere come i corpi che Iris trasforma in arte e D’Annunzio in visione e pulsioni. Premiare libri – conclude Giannasi – è invero un esercizio pericoloso: apre cassetti, spalanca finestre, travolge i portoni facendo irrompere nuovi giannizzeri armati e assetati di un sapere univoco, censorio, banale; sguainando sciabole mozzano parole e rovesciano i tavoli. Albisani, Palomba e Musini devono per questo essere ben custoditi, loro che ci mostrano le vie oltre le curve”.

Appuntamento all’edizione del 2016 – quattordicesima – con nuovi luoghi da scoprire.

Il bando si può trovare qui: http://www.prospektiva.it/bandopremiocarver.htm

Contropremio Carver – Prospektiva 1.0

Contropremio Carver e Prospektiva 1.0 i contropremi letterari

Prospektiva continua con la sua ricerca e promozione letteraria. Il Carver, giunto ormai alla sua quattoricesima edizione (il contropremio è nato a Roma nel 2003 da una idea di Andrea Giannasi) continuerà a premiare i libri editi. Il prospektiva 1.0 invece si occuperà dei manoscritti di narrativa e saggistica.

il Contropremio Carver da sempre ha premiato i libri editi senza condizionamenti o consigli. Oggi si unisce al contropremio letterario Prospektiva 1.0 ed entrambe le realtà sono legate alla storica rivista letteraria fondata a Siena nel secolo scorso (che scritto così fa anche piacere perché arriva proprio da un altro mondo). Lo scopo è quello di premiare libri di narrativa, poesia e saggistica, racconti e saggi, e poi parlarne per qualche mese in giro nei Festival letterari.
Insomma fare rumore sulle scritture in ombra.
E farlo con intelligenza consumando scarpe e cappelli, idee e parole.
Poi, come scritto, ci sono i racconti ai quali teniamo molto. Ecco su questo intendiamo essere chiari: li vogliamo leggere, amare e odiare, riprendere e annusare, e alla fine premiare pubblicandoli in antologia.
Poi insieme a questi apriamo una sezione per saggi e tesi di laurea.

I manoscritti migliori verranno premiati con la pubblicazione di un libro con Tra le righe libri (vedete il catalogo http://www.tralerighelibri.it)

contropremio-carver

Ricapitoliamo. Ecco i bandi.

CARVER 2016

Contropremio Carver (editi)
Bando 2016 Quattordicesima edizione

Questo premio parrebbe dedicato a Raymond Carver, lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale” quel racconto, che ricorderete bene, parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo.
In realtà non è vero. Il premio non è dedicato a Raymond Carver lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”.
Il premio quindi si chiama Carver; e basta.
E la dicitura corretta è Carver, due punti, contropremio letterario.
La storia del perché sia un contropremio se siete arrivati qui già la conoscete.
E allora direte cosa c’entra Carver? Inteso ovviamente come lo scrittore americano Raymond Carver.
Tutto e nulla, perché questo contropremio è dedicato alla velocità della catena che scorre sulla dentatura dei cambi delle biciclette. Carver sono appunto tra le più belle biciclette del mondo. E le fanno nel Maine, negli Stati Uniti, proprio dove Carver, l’altro che scriveva, faceva bello sfoggio di narrativa e raccontistica.
Ecco unendo tutto questo con del grasso da officina ciclistica potremmo farne un premio, ci siamo detti, e così è nato, il Contropremio Carver, che sembra proprio la contropedalata olandese.
Perché come sanno in pochi nei Paesi Bassi le biciclette non hanno i freni, ma ci si ferma con un colpo di contropedale.
Bene a sapersi, direte, e qui sta tutto.
Quel controcolpo di pedale è il Carver: contropremio letterario nato nel 2003 a Roma su una idea di Andrea Giannasi.
Il regolamento:

Art. 1 – Al Carver vengono semplicemente premiati i libri a prescindere da nomi, cognomi e marchi editoriali. Scopo del Carver è quello di cercare, leggere e dare visibilità a buoni libri. Semplicemente. Il Premio Carver è stato creato da Prospektiva.

Art. 2 – Sono ammessi all’esame della giuria lavori editi (quindi pubblicati da una casa editrice) in lingua italiana a tema libero e con numerazione ISBN. Non sono posti limiti di tempo nella pubblicazione.

Art. 3 – Chi può partecipare
Al Premio possono partecipare saggisti, scrittori e poeti di tutte le nazionalità e senza limite di età, con libri scritti in italiano, inviando nei termini stabiliti dal presente regolamento le opere di cui agli articoli successivi.

Art. 4 – Le sezioni
Il Premio Letterario si articola in tre sezioni: Saggistica, Narrativa e Poesia.

Art. 5 – Le copie da inviare
Ogni libro partecipante dovrà pervenire in 2 copie, con allegata nota con indirizzo, numero telefonico, indirizzo email e firma dell’autore alla segreteria del premio ovvero:
Premio Carver segreteria operativa c/o Prospettiva editrice via Don Luigi Sturzo 5 – 04012 Cisterna di Latina (LT)

Art. 6 – Data di scadenza
Le opere dovranno pervenire alla segreteria del Premio entro il 30 Giugno 2016 (farà fede il timbro postale).

Art. 7 – Quota di iscrizione
La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro per sezione da versare sul conto corrente postale numero 97638845 intestato a Prospettiva editrice che regge la segreteria e i costi organizzativi.

Art. 8 – Consistenza del premio
I vincitori di ogni sezione del Carver (narrativa, poesia e saggistica) ricevono un premio che consiste nella promozione del libro presentato al contropremio. Dalla presenza nell’ambito di un evento tra i festival letterari organizzati da Prospektiva ad un video su youtube; dall’invio di note stampa a interviste agli autori; dalla promozione sui social network ad un pacco libri in regalo, da una speciale targa-premio all’attestato di merito.
I libri che partecipano al Carver sono poi diffusi in Bookcrossing.
La premiazione si svolgerà a Lucca in data da definire.

Art. 9I cinque finalisti delle sezioni narrativa, saggistica e poesia riceveranno attestati di merito e libri.

Art. 10 – Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario. La partecipazione al contropremio Carver implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 12 – Al premio non possono partecipare i libri editi da Prospettiva editrice che gestisce la segreteria.

Il sito del Contropremio
http://www.prospektiva.it/carver.htm

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PROSPEKTIVA 1.0 (Inediti)
Bando 2016 (seconda edizione)

Articolo 1. Prospektiva 1.0 nasce con lo scopo di premiare manoscritti di narrativa e saggistica. Racconti e saggi per poi parlarne per qualche mese in giro nei Festival letterari organizzati da Prospektiva. Insomma fare rumore sulle scritture in ombra.

Articolo 2. Il premio si divide in due sezioni: opere inedite per la narrativa (sia romanzi sia raccolta di racconti); opere inedite di saggistica. Si può partecipare anche con manoscritti differenti e in diverse sezioni. Non vi è limite di lunghezza per i manoscritti presentati.

Articolo 3. I primi di ciascuna sezione riceveranno come premio la pubblicazione con Tra le righe libri. Dunque un romanzo o una raccolta di racconti, e un saggio avranno, ISBN, copertina con bandelle, diffusione e quant’altro fa diventare un manoscritto un libro.
Preferiamo – sia per i saggi sia per le narrazioni – storie, diari, Storia del Novecento italiano, elementi sociali e politici, scelte e coraggio. Insomma vogliamo vedere uscire dalla carta, dal manoscritto, il desiderio di prendere per mano il lettore e portarlo su per nuovi sentieri.

Articolo 4. La scadenza per partecipare è fissata a sabato 25 aprile 2016.

Articolo 5. La premiazione si terrà a Lucca.

Articolo 6. La segreteria dove spedire tutto – (si può anche inviare il materiale via email a prospektiva@libero.it mettendo all’oggetto Premio Prospektiva 1.0) – è sita a Lucca in via Pisana Trav. I, 18 – 55100. Sulla busta basta mettere Premio Prospektiva 1.0.

Articolo 7. Per l’iscrizione (che verrà utilizzata per la promozione delle opere) l’importo è di euro 20,00 da versare su conto postale numero 11507530 intestato a Andrea Giannasi editore, o bancario: IBAN IT 52 F 05034 70130 0000 0000 1154 (Cassa di Risparmio di Lucca, conto intestato a Andrea Giannasi editore).

Articolo 8. La giuria è composta da editor, giornalisti e operatori del settore editoriale coordinati da Andrea Giannasi. Per info scrivete a prospektiva@libero.it

Articolo 9. Il giudizio della giuria è insindacabile

Via si parte.
Buona scrittura.

Buona scrittura.

I libri scelti dal Premio Carver 2013. Prima selezione

Rendiamo noto il risultato della prima lettura dei libri giunti al Premio Carver 2013. La giuria, coordinata da Andrea Giannasi, è già nuovamente riuniti per definire le cinquine dei finalisti che verranno premiate a ottobre a Civitavecchia nell’ambito del festival letterario “Un mare di lettere”. A metà settembre sapremo i nomi dei 15 finalisti delle tre sezioni.

SAGGISTICA

1. “Per amore e conoscenza” di Anna Maria Tamburini (edizioni Lussografica)

2. “Democrazia a sorte” di  M. Caserta, C. Garofalo, A. Pluchino, A. Rapisarda, S. Spagano (Malcor D’edizioni)

3. “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris, Francesco Tommasi  (edizioni effigi)

4. “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC)

5. “Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa)

6. “Maria Luisa la Duchessa Infanta” di Nadia Verdile (Maria Pacini Fazzi editore)

7. “Solitudine. Il bambino smarrito” di Barbara Fabbroni (Edizioni Universitarie Romane)

8. “Una questione di soggettività. Genesi del brigatismo a Reggio Emilia” di Giulia Saccani (Bèbert edizioni)

9. “Alberto Moravia, il profeta indifferente” di Maria Grazia Di Mario (onyx editrice)

10. “G. Brassens 5h,40’” di D.S. Vighesso (Medea)

11. “Identità femminile e conflittualità nella relazione madre-figlia” di Carla Carotenuto (Metauro)

POESIA

1. “L’istante violento” di Ivanoe Privitera (Giovane Holden edizioni)

2. “Così nuda” di Barbara Serdakowski (Edizioni Ensemble)

3. “Anarkoressia” di Giuliano Bugani (Bèbert edizioni)

4. “ibridi” di Claudio Quinzani (Este Edition)

5. “Quando ero piccola mi innamoravo di tutti correvo dietro ai gatti” di Cecilia De Angelis (Senso Inverso edizioni)

6. “La libertà secondo Ferruccio Maracas” di Massimiliano Pegorini (Tapirumè)

7. “Spine” di Cristina De Lauretis (Portaparole)

8- “Di quale terra?” di Sandra Baruzzi (Ananke)

9. “Merimia” di Gaia Gentile (Infinito edizioni)

10.  “Di traverso” di Francesco Randazzo (Photocity edizioni)

11. “La dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando bimbi)

 

NARRATIVA

1. “Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens edizioni)

2. “Dieci anni” di Valerio Pappi (Giovane Holden edizioni)

3. “Storie dentro storie” di Giovanna Astori (Erudita)

4. “Fatti male” di Ilaria Palomba (Gaffi Editori)

5. “L’eredità di Anna Freud” di Roberta Calandra (Salentobook)

6. “La rondine di cristallo” di Franco Monero (Robin edizioni)

7. “Katerina e la sua guerra” di Barbara Serdakowski (Robin edizioni)

8. “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer)

9. “La bambina ha le gambe storte” di Ginevra Bentivoglio (Fefè editore)

10. “Latte acido” di Rossella Luongo (Edizioni della Sera)

11. “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore)

12. “Percoco” di Marcello Introna (Il Grillo editore)

13. “Gabbiano luminosi” di Manola Aramini (Milena edizioni)

14. “La tua e la mia guerra” di Mario Tidei (Graus editore)

15. “Due per forza” di Daniela Marchesini (Pendragon)

16. “La luna diventa di miele” di Marco Gagliardi (Giovane Holden edizioni)

17. “Sono stato io” di Gruppo 9 (Homo scrivens)

18. “Inverno inferno” di Riccardo Battaglia (Foschi ediotori)

19. “Mea culpa” di Alice Malerba (Carta Canta editore)

20. “Le figure di Pinocchio” di Mario Ventura (Edizioni Artestampa)