A Paolo Casadio e Olimpio Talarico il Contropremio Carver 2017 narrativa. La poesia a Chiara Nobilia e la saggistica a Federico Motta

 Sono la “La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme) e “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti) i libri vincitori della sezione narrativa della quindicesima edizione del Contropremio Carver.

I premi sono stati assegnati sabato 11 novembre a Lucca presso l’auditorium del centro culturale Agorà.  La giuria del Contropremio letterario Carver guidata da Andrea Giannasi ha voluto premiare la ricerca narrativa e la volontà di scrivere storie per conoscere il nostro passato. Il Carver del resto ha sempre seguito la logica del premiare i libri e non i nomi o i marchi editoriali. Nato a Roma nel 2003 il contropremio è giunto alla quindicesima edizione.

Per la sezione saggistica ha vinto il primo premio: “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (edizioni Il Frangente). Nella sezione poesia ha vinto la raccolta: “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

La giuria ha voluto assegnare il premio speciale a “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens).

Durante l’evento è stata assegnata anche la terza edizione del premio Prospektiva 1.0 dedicata ai manoscritti inediti. A vincere l’edizione 2017 con la pubblicazione con Tralerighe sono: “Cinque tulipani” di Nicola Rinaldo (di Verona) e il testo “Alla gatta morta” di Ugo Criste proveniente da Genova.

La giuria ha tenuto a sottolineare l’alto valore dei partecipanti volendo citare nel comunicato finale anche gli altri finalisti. Per la narrativa: “La disertora” di Barbara Beneforti; “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal; “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino; “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti. Per la poesia: “Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti; “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi; “Modalità silenziosa” di Emma Pretti; “Fiori di luce” di Walter Viaggi; “R:existance” di Edoardo Olmi.

E infine per la saggistica:  “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix; “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello; “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle; “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi; “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo.

Ringraziamenti per il coordinamento dell’evento a Cristina Cipolloni e Roberto Zappaterreni di Prospettiva editrice che da anni gestisce la segreteria del premio.

Appuntamento all’edizione numero sedici con il nuovo bando già disponibile. Scadenza per partecipare: 30 giugno 2018.

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I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

Non è facile leggere oggi in questo paese, dove tutti scrivono, prendono posizione, dibattono e mettono like o complimenti a denti stretti. Non è facile leggere e attendere il silenzio dei passi, il battere e il levare, il fruscio di una tentazione.

Non è facile leggere, dicevamo, e oltremodo appare ancora più difficile porre un giudizio, dare un voto. Il Contropremio Carver dopo quindici anni di indipendentismo  sciagurato – avremmo potuto ben venderci a qualche mercante di perline colorate ai “tempi d’oro” – continua a porsi sempre la stessa domanda. Sulla fallibilità del giudizio di un lettore. Del resto ognuno ha la propria esperienza, il proprio bagaglio e il proprio zaino sulle spalle. E ogni libro letto rimane come un macigno ad arginare le paure e il vuoto. Ecco per noi del Carver i libri sono come mattoni di una diga che custodisce milioni di metri cubi di acqua. Non sono utili, ma essenziali per l’esistenza dei pesci gatto.

Ma questa è un’altra storia.

Dicevamo il Carver (due punti): contropremio letterario, è giunto alla sua quindicesima edizione e presenta i libri finalisti delle sezioni narrativa, saggistica e poesia. Con la poesia ultima perché siamo di quelli che considerano questa forma di arte letteraria, come un’arma molto pericolosa da armeggiare.

La giuria coordinata da Andrea Giannasi lunedì 25 settembre ha decretato quanto segue (per dare anche ufficialità alla nota).

Nella narrativa i finalisti sono i libri (perché al Carver sono i libri ad essere premiati e non i nomi degli autori o i nomi degli editori), i libri e solo quelli che sono testimoni e rimarranno come macigni agli atti.

“La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Cosa dire. Abbiamo voluto premiare le storie e la storia. Sì perché tutti i libri sono intrecciati come tele ad un termitaio di vicende, intessuto con la tenacia di chi vuole prendere per mano, a momenti quasi strattonandolo, il lettore per portarlo non in un altro mondo, ma nell’impronta che ognuno di noi lascia sulla sabbia. Impronta fedelmente identica a quella di una sconosciuta che non è solamente metafora dei nostri percorsi onirici. La storia, questa sconosciuta, che torna ad essere prepotentemente presente tra le dita del caporale Gutiérrez, di Martha Sventlaska e la Roma degenerata, del brigadiere Lozzi Anchise replicato “macellaio messicano”, del medico pediatra Andrea Dalvina Zanardelli e della scheggia e delle ruote nei conventi, Tomaso Chiarello e Caccuri come Berlino o Buenos Aires, Nadim e lo spartito di Asche.

Sono 1219 le pagine della sezione narrativa della quindicesima edizione del Contropremio Carver.

La giuria per la saggistica ha utilizzato lo strumento della domanda. Cercando di trovare le coordinate per comprendere chi siamo e dove vogliamo andare. Ma per farlo dobbiamo tornare a capire quale lingua usare; quali strumenti e quali linguaggi utilizzare per “costruire” bellezza; quali travestimenti indossare per intraprendere il “viaggio clandestino” alla scoperta dell’ignoto; quali fondamenta scavare e indagare per svelare le radici della civiltà europea; quali mettere a nudo per liberare la nostra stupidità regredendo nel concetto di suicidio come assenza e nulla intraducibile; e infine quali esempi dalle vite oltre gli odori del limes.

In finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo (Bonfirrano).

Dicevamo che la poesia la vogliamo presentare per ultima. Una cinquina di libri, in questo momento storico, talmente inutile da risultare vitali per le nostre esistenze. Ci riferiamo, ovviamente, al paradosso dell’inutilità dell’aria che non vediamo e non tocchiamo, non sentiamo e non possiamo acquistare o vendere.

La poesia è morta quando una società non riesce a difenderla; la società è morta quando è la poesia a non avere più diritto di cittadinanza.

Da leggere – ma non solo questi – i libri giunti in finale alla quindicesima edizione del Carver: contropremio letterario 2017.

“Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

Riassumendo in finale sono arrivati 18 libri (6 per ciascuna sezione). Gli autori maschi sono 9, mentre le autrici donne sono 8. Un libro è ibrido perché è curato da un uomo ma in realtà è un lavoro sul reportage di una donna. Le autrici e gli autori arrivano da tutta Italia: Firenze, Roma. La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Catania, Trento. La narrativa offre romanzi ma anche racconti; la poesia ha stili che vanno dal classico all’Haiku.

La premiazione si terrà a ottobre (se tutto va bene) a Lucca.

Buona lettura a tutti.

www.prospektiva.it

Il bando 2017 del Contropremio letterario Carver (che compie 15 anni)

Da quindici anni il Contropremio Carver scova bei libri e grandi autori. Ecco il bando del 2017 e il perchè si chiama così il Contropremio Carver.
Perchè questo premio parrebbe dedicato a Raymond Carver, lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale” quel racconto, che ricorderete bene, parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo. In realtà non è vero. Il premio non è dedicato a Raymond Carver lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”.
Il premio quindi si chiama Carver; e basta. E la dicitura corretta è Carver, due punti, contropremio letterario. La storia del perché sia un contropremio se siete arrivati qui già la conoscete.
E allora direte cosa c’entra Carver? Inteso ovviamente come lo scrittore americano Raymond Carver.
Tutto e nulla, perché questo contropremio è dedicato alla velocità della catena che scorre sulla dentatura dei cambi delle biciclette. Carver sono appunto tra le più belle biciclette del mondo. E le fanno nel Maine, negli Stati Uniti, proprio dove Carver, l’altro che scriveva, faceva bello sfoggio di narrativa e raccontistica.
Ecco unendo tutto questo con del grasso da officina ciclistica potremmo farne un premio, ci siamo detti, e così è nato, il Contropremio Carver, che sembra proprio la contropedalata olandese.
Perché come sanno in pochi nei Paesi Bassi le biciclette non hanno i freni, ma ci si ferma con un colpo di contropedale.
Bene a sapersi, direte, e qui sta tutto.
 

Il contropremio Carver 2016 a Cinzia Tani, Patrizia Villani e Luca Lombroso.

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Sono Cinzia Tani, Patrizia Villani e Luca Lombroso i vincitori del Carver 2016.

Si è svolta presso la Cittadella della Musica di Civitavecchia (nell’ambito del festival letterario “Un mare di lettere”) la premiazione del Contropremio Carver 2016 giunto alla sua quattordicesima edizione. L’evento curato dalla rivista letteraria Prospektiva, diretta da Andrea Giannasi, ha visto premiare per la sezione narrativa “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); per la poesia “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); mentre nella sezione saggistica il primo premio è andato a “Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa).
Il premio che parrebbe dedicato a Raymond Carver – lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”, quel racconto, che parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo – in realtà si chiama Carver; e basta.
E la dicitura corretta è Carver, due punti, Contropremio letterario. Perché dal 2003 non vengono premiati i nomi degli autori o delle case editrici, ma i libri.

In finale per la sezione narrativa erano arrivati “La logica del gambero” di Maria Rosaria Selo (Centoautori); “Rosso bastardo” di Ferdinando Pastori (Edizioni clandestine); “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); “Italian Way of Cooking” di Marco Cardone (Acheron); “Anatomia del maschio invisibile” di Claudiléia Lemes Dias (L’Erudita); “Subway” di Rossella Gallucci e Ciro Pinto (Psiconline).

Per la sezione poesia: “Ritorni” di Chiara Gasperini (Robin); “Musica questuante” di Giovanni Granatelli (Aragno); “Soffriggono allegramente i fiaschetti” di Giovanna Nosarti (Manni); “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); “Il destino di un eterno mare” di Candido Meardi (Guardamagna); “Danzas de Amor y Duende” di Gianpaolo G. Mastropasqua (Enkuadres).

Per la saggistica: “Psicologia e Architettura: studio multidisciplinare dell’ambiente” di Silvia Mariana De Marco (Aletti); “Il ponte sette Luci. Biografia di Giuseppe Levi Cavaglione” di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni (Metauro); “La miseria della democrazia ovvero la democrazia della miseria” di Antonella Presutti e Simonetta Tassinari (Pendragon); “Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa); “Urla e silenzi. Storia dell’ospedale psichiatrico di Verona 1880-1945” di Gabriele Licciardi (VME); “L’ultimo segreto di Mussolini” di Vincenzo Di Michele (Il Cerchio).

Il bando 2017 lo trovate sul sito http://www.prospektiva.it/index.php/Contropremio_Carver_il_Bando

Ilaria Palomba, Sauro Albisani e Daniela Musini vincono il Contropremio Carver 2015

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E’ una storia di cadute, di talenti sprecati, di ricerca incessante di riconoscimenti, tra ansia e tormenti, il romanzo vincitore della sezione narrativa alla tredicesima edizione del Contropremio Carver. “Homo Homini Virus” di Ilaria Palomba edito da Meridiano Zero.

Racconta la storia di Angelo, che spreca i suoi sogni e professionalità nello spietato mondo del giornalismo, e Iris che cerca redenzione e sacralità nella fraintesa dimensione della body art.

Un romanzo abissale che è cicatrice profonda e che meglio di altri ha saputo raccontare il nostro contemporaneo anelito alla salvezza.

Per la poesia il premio è andato a “Olografie” di Sauro Albisani edito da Passigli. Un lungo viaggio tra studenti raccontati con un linguaggio trasparente e leggero, con fotogrammi sottratti al tempo. Poesie danneggiate che abbandonano percorsi onirici per farsi spigoli di banchi e rotondità, inventando realtà crudeli senza passione, come un reportage nel contemporaneo di una nuova generazione disegnata come nuova vita. Albisani non è una scoperta ma la sua poesia è già oltre lo steccato.
“I 100 piaceri di D’Annunzio” di Daniela Musini (edito da E.Lui) si è aggiudicato la sezione saggistica. Il vate è raccontato tra passioni, fulgori e voluttà in maniera enciclopedica. Ne esce un atlante dannunziano che non è solo ricerca incessante di un piacere leggero, quasi effimero, carnalmente palpabile e annusabile, ma il viaggio in un paese che diventa nazione, patria e che il poeta racconta di corsa.

L’uomo che ha più di ogni altro scritto la storia dei primi trenta anni dell’Italia, diventa a suo modo eroe su aeroplani di tela, tra pagine di libri, nei salotti svenduti di palazzi perduti, tra lenzuola di seta. Amante sublime del bello, D’Annunzio incarna il mito di un paese che si appresta a trascorrere coiti immensi, stati alterati, sconfitte profonde, assurgendo all’essere che il tempo non cancellerà mai.

Eccolo il filo conduttore che ha seguito la giuria del Contropremio Carver 2015, diretta da Andrea Giannasi: “La ricerca della bellezza che è unico momento salvifico delle nostre esistenze. E così Angelo e Iris di Ilaria Palomba sono in realtà gli studenti delle liriche di Sauro Albisani e D’Annunzio colui che spinge al massimo il motore per raggiungere prima la curva, che aprirà nuovi panorami. L’esistenza, veloce e impalpabile, trova unico piacere, unico scopo, nell’anelito del bello che non è solo salvezza, ma assurge al ruolo di risposta alle vite. E così gli studenti sono pietre grezze da scrivere come i corpi che Iris trasforma in arte e D’Annunzio in visione e pulsioni. Premiare libri – conclude Giannasi – è invero un esercizio pericoloso: apre cassetti, spalanca finestre, travolge i portoni facendo irrompere nuovi giannizzeri armati e assetati di un sapere univoco, censorio, banale; sguainando sciabole mozzano parole e rovesciano i tavoli. Albisani, Palomba e Musini devono per questo essere ben custoditi, loro che ci mostrano le vie oltre le curve”.

Appuntamento all’edizione del 2016 – quattordicesima – con nuovi luoghi da scoprire.

Il bando si può trovare qui: http://www.prospektiva.it/bandopremiocarver.htm

I finalisti del contropremio Carver 2015

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La giuria del contropremio Carver coordinata da Andrea Giannasi, dopo una accesa discussione, ha raggiunto un verdetto, quasi unanime, sulle cinquine dei finalisti dell’edizione 2015.

La premiazione si terrà sabato 7 novembre dalle ore 16,30 presso la Cittadella della Musica a Civitavecchia (Roma) nell’ambito dell’ottava edizione del festival letterario “Un mare di lettere”. Evento che rientra tra i festival letterari organizzati da Prospektiva rivista letteraria (Città del libro).

Anche per questa edizione del Carver il criterio cardine per valutare le opere in concorso è stato lo stesso seguito da anni: i giurati leggono i libri e danno un giudizio; oltre il nome dell’autore o della forza o notorietà della casa editrice. Prima di ogni cosa devono essere valutate le storie, lo stile, la capacità dell’autore di saper prendere per mano il lettore e condurlo all’interno del proprio libro.

Per la narrativa sono in finale: Alessandro Genovese con il libro “In equilibrio precario” (Italic Pequod); Alessandro Vizzino con “Trinacrime. Storia di un pentito di mafia” (Imprimatur); Ilaria Palomba con “Homo Homini Virus” (Meridiano Zero); Francesca Gerla con “La testimone” (Homo scrivens); Paolo De Angelis con “Un fiore tra le pietre” (p’artners).

Tra le raccolte di poesia la cinquina è formata da: Sauro Albisani autore di “Orografie” (Passigli); Danilo Breschi con “Cicatrici e altre incarnazioni” (Wip); Alessio Caldini con “Presagio sociale ovvero Disagio d’autore” (Edda); Stefano Serri con “Canzoniere per Marina Cvetaeva” (Manni); Andrea Fiorini con “Il fuoco alimentato dal vento” (Hanrahan il Rosso).

Per la saggistica sono in finale: Maurizio Roccato e il suo saggio “Un delitto senza colpevoli” (Edizioni della Goccia); Chiara Ferrari con “Politica e protesta in musica. Da Cantacronache a Ivano Fossati” (Unicopli); Daniela Musini con “I 100 piaceri di D’Annunzio. Passioni, fulgori e voluttà” (E. Lui editore); Floreana Nativo con “La superstizione dalla Mesopotamia all’Europa tra religione e magia” (Editoriale Programma); Andrea Giansanti con “Settant’anni senza lavoro” (Lampi di stampa).

https://premiocarver.wordpress.com/

Il contropremio Carver 2014 a Antonio Gentile, Francesco Ciotti e Anna Belozorovitch

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Assegnato il  contropremio Carver 2014
Ad Antonio Gentile, Francesco Ciotti e Anna Belozorovitch

Il romanzo “I cavalli delle giostre” di Antonio Gentile, la raccolta di poesie “Qualcosa mi attende” di Anna Belozorovitch e il saggio “Conversazione sulla famiglia con Leon Battista Alberti” di Francesco Ciotti sono i vincitori dell’edizione 2014 del Contropremio Carver, organizzato da Prospektiva.
I premi sono stati assegnati domenica 19 ottobre presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale “Cialdi” di Civitavecchia nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere”.
La giuria coordinata da Andrea Giannasi ha voluto assegnare premi speciali a “Party per non tornare” del Gruppo Nove per la narrativa, a “I giorni e le strade” di Carla De Angelis per la poesia e “Scenari meteorologici ambientali mediterranei” di Giuseppe Cugno. Premio Prospektiva a “Una coscienza inesistente” di Martino De Vita.
Le case editrici premiate con questi libri sono Aracne e Flaccovio per la saggistica; Lietocolle e Fara per la poesia e Anordest, Home scrivens e Kimerik per la narrativa.
Appuntamento alla tredicesima edizione nel 2015 con il contropremio che semplicemente leggendo i libri premia i migliori, senza cercare etichette, marchi o nomi famosi.